L’inquietudine di Vivere

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Poco fa leggevo il saluto di un mio amico per una persona morta….che ha scelto di morire schiacciata dall’inquietudine di vivere, da quel tormento che scava profondo nel cuore.

Mi è capitato di conoscere delle persone che facevano fatica a vivere…ai tempi dell’università abitavo con altre 3 ragazze…una di queste, dall’aspetto magnifico, nascondeva un profondo disagio con se stessa, con il mondo, ma soprattutto con la Vita…l’ho recuperata quando scappò di casa…era seduta su una panchina di uno dei giardinetti della città, che fissava il vuoto…Non ho mai avuto la presunzione di guarirla…non ne ho nè le capacità psichiche nè professionali, l’ascoltavo, semplicemente…le tenevo compagnia quando fissava, seduta al bordo della vasca da bagno, quel rivolo d’acqua che faceva uscire dal rubinetto del lavandino…me ne stavo ore vicino a lei, prima che si addormentasse…quando i suoi genitori vennero a riprendersela, non dissi una parola…Mi chiedeva: “ne verrò fuori?guarirò” e io le rispondevo senza esitazione: “certo!passerà vedrai…ti voglio bene”….ritornavo nella mia camera pregando che quel suo dolore trovasse pace…ma non basta, purtroppo non basta…ci vuole un aiuto esperto…un professionista…l’affetto delle persone care non è sufficiente.

Lei ora sta meglio, ha ripreso gli studi dopo tanto tempo, ha ricominciato a vivere..

Ma sono tante le persone che invece non riescono a ritrovare la via..la smarriscono e nel tentativo di colmare un vuoto che ha assunto le dimensioni della voragine, si abbandonano alle droghe, a qualcosa che possa appagare un bisogno irrefrenabile.

Quello che sempre mi ha dato da pensare è la facilità con cui gli altri giudicano queste persone…”poverini”, “hanno tutto e si lamentano di niente”, “con la scusa della depressione”, “è matto/a”…

Diversi anni fa feci un periodo di stage in un posto chiamato il “villaggio del fanciullo”, io mi occupavo delle relazioni esterne e internazionali. Questo villaggio accoglieva, ed accoglie tutt’ora, bambini e anche adulti che hanno perso la strada, ma che vorrebbero tanto ritrovarla..persone cadute nel tunnel della droga, che cercano, giudati dalla Luce, di uscirne e ricominciare a Vivere…ci sono bambini abbandonati, donne, uomini resi schiavi dall’alcool, che cercano di togliersi quel terribile legaccio.

Il primo giorno che arrivai mi colpì quello che mi disse il Presidente, peraltro un sacerdote, a proposito del mio vivere lì….: “è tranquillo, vedrai imparerai tanto dal punto di vista umano, tranquilla, se ogni tanto senti i carabinieri…qualcuno scappa, ma poi torna…o ce lo riportano (sorriso). Ti chiedo solo una cortesia: non lasciare acetone per le unghie, alcool etilico o roba per pulire fuori dall’armadietto o dall’armadio, perchè alcuni di loro non sono ancora del tutto guariti e potrebbero berne!” Rimasi basita…e  pensai…accidenti ci si deve sentire davvero tanto male per bersi l’acetone…

Il tirocinio andò bene, imparai più dal punto di vista umano che professionale…assorbii parecchia caparbietà da quelle persone che avevano toccato il fondo, ma che volevano disperatamente tornare a vivere…mentre ero lì nacque anche un bambino di una ragazza seriopositva…fu una gioia per tutti, si festeggiò la nuova vita anche come nuova meta per tutti. Sempre ricordo quella ragazza che mi disse, ti posso abbracciare?ho l’AIDS ma non ti contagio….lo disse tutto d’un fiato che non ebbi neanche il tempo di dirle che sapevo come si contrae l’AIDS. Ci abbracciammo….Quella è una struttura specializzata, con professionisti che si occupano costantemente di loro…come ce ne sono diverse in Italia e nel mondo…ma alla base di tutto c’è sempre questa mancanza di Amore che vuole essere colmata..fosse anche dall’abbraccio di una perfetta sconosciuta.

Ci fu però un ragazzo che scappò e un altro che si tolse la vita…

Ho sempre avuto molto rispetto per tutti gli ospiti di quel villaggio, come di tutte le persone che hanno l'”inquietudine di vivere”, perchè è profondo il loro dolore, perchè nascondono una mancanza di amore verso se stessi molto grave.

Non sto qui a fare le eccezioni o generalizzazioni qualunquistiche…io ho incontrato persone così…

Ed oggi ripensavo a tutte queste persone…

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