Archivio dell'autore: puciaworld

Ciao Bionda!

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Così mi salutavi quando mi vedevi arrivare sotto casa tua e così ti saluto io ora…dalla terra…te che sei in Cielo…voglio ricordarti anche qui..,
Non avrei mai pensato di venire da te, trovarti seduta al bordo del letto morta…ho sperato che fosse un tuo scherzo, che ti saresti svegliata e invece te ne sei andata!
Tengo stretti nel cuore tutti i momenti belli trascorsi con te…persino di quelli di quando ero piccolissima…
Ricordare i viaggi in abissinia del dopo pranzo…la chitarrina…il caffettino rigorosamente nella tazza MIA alla quale non facevi bere nessuno…
Le lunghe chiacchierate e il ” ma già te ne vai? Se fossi arrivata adesso non resteresti un altro po?”
Il giorno dell’esame di laurea che mi facevi aria con tuo ventaglio…che m hai fatto mangiare la banana “ti tieni in forza !!”..quando durante l’esame di laurea si sentiva bisbigliare…eri te che pregavi il nonno di non farmi sbagliare!!
Quando accarezzavi il monitor del pc parlando cn Skype quando ero lontana..
Gli auguri del compleanno e dell’onomastico sempre ovunque fossi..
Il bicchieruccio d vinello a pranzo…
E..tutti i nostri segreti…
Lo so che mi proteggi..lo so che non sei lontana…ma mi manchi!!
C e ancora tuo profumo sul ventaglio che mi hai regalato…lo uso sempre !!
Ciao Bionda…nonna…Riposa in pace e non fa “macelli”lassù 🙂

Riflettere e decidere, per essere uomo

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Tu corri nella vita, ma la vita corre intorno a te e mai vi incontrate faccia a faccia. Siccome la vita è più forte di te, essa ti trascina e tu segui, subisci, senza alcuna reazione.

Spesso subisci  il tuo lavoro, i tuoi passatempi : “ci si deve pur distarre”; subisci  il tuo ambiente: è la consuetudine, tutti fanno così….

Ti subisci:

agisci per infuatuazione, la tua sensibilità ti spinge, una “idea fissa”…;

agisci per passione; la sensualità, l’orgoglio, la gelosia comandano…

Se la vita si impone a te senza che tu ti imponga ad essa, non sei un uomo adulto.

Spesso, quando non subisci la tua vita, tenti di sfuggirvi, sogni per evaderne, non accetti i tuoi propri limiti, non accetti le tue sconfitte (che sono i limiti che la vita ti impone), non accetti gli altri intorno a te.

Se non affronti la realtà, tu bari con essa o se ti sottrai ad essa invece di affrontarla e di servirtene, non sei un uomo adulto.

Se non sei capace di assumere la responsabilità di tutte le tue azioni, potrai essere fanciullo, mai un uomo adulto.

Sarai completamente adulto quando avrai deciso di fermarti con regolarità per guardare lealmente la tua vita, giudicarla, con gli occhi dello spirito e quindi decidere di viverla seguendo la tua volontà.

Il pittore smette di dipingere e si scosta dalla tela per contemplarla.

Cessa di agire e scostati per osservare la tua vita.

Introduci la riflessione e la decisione personale, là dove non c’è che reazione istintiva, sottomissione all’ambiente, rassegnazione…

E’ la moda!

Tutti lo fanno!

può darsi, ma giudica personalmente.

Trovi buono quel film perchè i critici lo hanno detto tale. Leggi quel libro perchè è premio letterario. Ascolti quella trasmissione, perchè piace a tutti.

Leggi delle “selezioni” perchè la scelta vi è già fatta…

fermati, giudica, e decidi da solo.

Il cibo ti giova, se lo mastichi. Puoi trarre profitto da tutta la tua vita, se la ripensi personalmente.

Più l ‘acqua scende lentamente nella caffettiera, migliore è il caffè.

Concediti il tempo per far passare la tua vita attraverso il filtro del tuo spirito e della tua coscienza, e la tua vita sarà riuscita.

E’ vivendo sempre più personalmente che diverrai sempre meno individuo e sempre più persona.

Se con la riflessione, la decisione e l’azione cosciente, tu ti eserciti progressivamente a non vivere più come un automa, non più istintivamente o sensibilmente, ma da uomo adulto, non ti fermare per strada, spingi fino all’estremo limite la tua espansione: il Padre ti chiama a vivere come figlio di Dio.

Tratto da : ” Riuscire” di Michel Quoist

L’inquietudine di Vivere

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Poco fa leggevo il saluto di un mio amico per una persona morta….che ha scelto di morire schiacciata dall’inquietudine di vivere, da quel tormento che scava profondo nel cuore.

Mi è capitato di conoscere delle persone che facevano fatica a vivere…ai tempi dell’università abitavo con altre 3 ragazze…una di queste, dall’aspetto magnifico, nascondeva un profondo disagio con se stessa, con il mondo, ma soprattutto con la Vita…l’ho recuperata quando scappò di casa…era seduta su una panchina di uno dei giardinetti della città, che fissava il vuoto…Non ho mai avuto la presunzione di guarirla…non ne ho nè le capacità psichiche nè professionali, l’ascoltavo, semplicemente…le tenevo compagnia quando fissava, seduta al bordo della vasca da bagno, quel rivolo d’acqua che faceva uscire dal rubinetto del lavandino…me ne stavo ore vicino a lei, prima che si addormentasse…quando i suoi genitori vennero a riprendersela, non dissi una parola…Mi chiedeva: “ne verrò fuori?guarirò” e io le rispondevo senza esitazione: “certo!passerà vedrai…ti voglio bene”….ritornavo nella mia camera pregando che quel suo dolore trovasse pace…ma non basta, purtroppo non basta…ci vuole un aiuto esperto…un professionista…l’affetto delle persone care non è sufficiente.

Lei ora sta meglio, ha ripreso gli studi dopo tanto tempo, ha ricominciato a vivere..

Ma sono tante le persone che invece non riescono a ritrovare la via..la smarriscono e nel tentativo di colmare un vuoto che ha assunto le dimensioni della voragine, si abbandonano alle droghe, a qualcosa che possa appagare un bisogno irrefrenabile.

Quello che sempre mi ha dato da pensare è la facilità con cui gli altri giudicano queste persone…”poverini”, “hanno tutto e si lamentano di niente”, “con la scusa della depressione”, “è matto/a”…

Diversi anni fa feci un periodo di stage in un posto chiamato il “villaggio del fanciullo”, io mi occupavo delle relazioni esterne e internazionali. Questo villaggio accoglieva, ed accoglie tutt’ora, bambini e anche adulti che hanno perso la strada, ma che vorrebbero tanto ritrovarla..persone cadute nel tunnel della droga, che cercano, giudati dalla Luce, di uscirne e ricominciare a Vivere…ci sono bambini abbandonati, donne, uomini resi schiavi dall’alcool, che cercano di togliersi quel terribile legaccio.

Il primo giorno che arrivai mi colpì quello che mi disse il Presidente, peraltro un sacerdote, a proposito del mio vivere lì….: “è tranquillo, vedrai imparerai tanto dal punto di vista umano, tranquilla, se ogni tanto senti i carabinieri…qualcuno scappa, ma poi torna…o ce lo riportano (sorriso). Ti chiedo solo una cortesia: non lasciare acetone per le unghie, alcool etilico o roba per pulire fuori dall’armadietto o dall’armadio, perchè alcuni di loro non sono ancora del tutto guariti e potrebbero berne!” Rimasi basita…e  pensai…accidenti ci si deve sentire davvero tanto male per bersi l’acetone…

Il tirocinio andò bene, imparai più dal punto di vista umano che professionale…assorbii parecchia caparbietà da quelle persone che avevano toccato il fondo, ma che volevano disperatamente tornare a vivere…mentre ero lì nacque anche un bambino di una ragazza seriopositva…fu una gioia per tutti, si festeggiò la nuova vita anche come nuova meta per tutti. Sempre ricordo quella ragazza che mi disse, ti posso abbracciare?ho l’AIDS ma non ti contagio….lo disse tutto d’un fiato che non ebbi neanche il tempo di dirle che sapevo come si contrae l’AIDS. Ci abbracciammo….Quella è una struttura specializzata, con professionisti che si occupano costantemente di loro…come ce ne sono diverse in Italia e nel mondo…ma alla base di tutto c’è sempre questa mancanza di Amore che vuole essere colmata..fosse anche dall’abbraccio di una perfetta sconosciuta.

Ci fu però un ragazzo che scappò e un altro che si tolse la vita…

Ho sempre avuto molto rispetto per tutti gli ospiti di quel villaggio, come di tutte le persone che hanno l'”inquietudine di vivere”, perchè è profondo il loro dolore, perchè nascondono una mancanza di amore verso se stessi molto grave.

Non sto qui a fare le eccezioni o generalizzazioni qualunquistiche…io ho incontrato persone così…

Ed oggi ripensavo a tutte queste persone…

Come si fa a capire se la sceltà è giusta?

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Come si fa a capire se la scelta è giusta?

DomandoOOOOne!!!

Non so se esiste una risposta giusta, corretta….forse ognuno poi si da la risposta che vuole…il tempo forse…ma sul momento l’unico consigliere che abbiamo è il nostro cuore…

é na parola! Come si fa ad ascoltare il proprio cuore? ci vuole tanto silenzio e soprattutto tanta educazione al suo ascolto…il cuore è un organo strano…un muscolo perfetto, ma tanto tanto complicato…orienta le passioni, i desideri, i sorrisi, ma anche i dispiaceri ed ogni ferita inferta al cuore resta per sempre indelebile….si, si fascia ma resta…e quando si deve prendere una decisione importante ogni ferita seppure piccola è lì a parlare, a ricordare che lei c’è per un motivo…

Sicuramente poi c’è la mente che lavora e lavora…ma è il cuore che suggerisce… è necessario saperlo ascoltare…privare la nostra mente del potere di farci vedere una realtà che non c’è o che vorremmo, ma che non è…e questo è possibile solo con il silenzio, con l’ascolto e con la fiducia che Qualcuno parli al nostro cuore.

Ieri parlavo con mio caro amico, mi ha chiesto: “sei serena in questi giorni?” e io ho risp: “non tanto”…e lui mi ha suggerito che la risposta alle mie domande era tutta nella mia affermazione…

é importante essere sereni…ma attenzione: la serenità non dipende dalle cose esteriori..da una persona, più persone, dal lavoro, dalla salute…la serenità dipende da noi stessi…dalla capacità che abbiamo di tenere l’equilibrio nel cammino della vita…di restare con i piedi ben saldi a terra e riuscire a guardare il cielo anche se ci sono le nuvole…

Prendere decisioni, compiere scelte quando non si è in equilibrio è pericoloso, perchè vuol dire che una delle forze che ci fa stare mal sicuri spinge dentro di noi affinchè assecondiamo la sua inclinazione…

Sempre il mio amico Guido, mi ha poi suggerito…”fai quello che ti senti di fare”…ecco SENTIRE….dentro di noi c’è sempre quella vocina (che viene dal cuore) che ci sussurra la scelta….poi noi non la sentiamo, facciamo finta di non sentirla…la ignoriamo perchè ci dice cose troppo faticose da fare….

Ascoltare anche le ferite che ci sono…è importante, perchè loro non sono lì per ricordarci lo sbaglio in sè..ma per esserci d’aiuto per non commettere gli stessi errori all over again!

Ci sono alcune decisioni che però dobbiamo prendere subito, magari legate al lavoro, altre che possono essere rimandate…allora io ho deciso di seguire la vocina del mio cuore e di accettare il consiglio di Guido: “dai tempo al tempo” e congelo la mia decisione. Poi co sto caldo un congelamento ci sta bene hihihihihihihi 😀

Nel frattempo continuo ad avere fiducia che il sole rispunterà dalle nuvole…:)

La Parmigiana

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Premesso che la parmigiana è il piatto che in assoluto adoro..e che me ne mangerei quintalate, eccovi la ricetta:

comme d’abitude per le dosi….dipende da quante persone la devono mangiare, da quanto tempo anche avete a disposione…Per la mia ho usato una melanzana grande….

Prima di tutto: preparare il sugo….soffritto di cipolla carota e, se vi piace, sedano…pomodoro…aggiungete un paio di bicchieri di acqua e fate cuocere a fuoco lento.

Melanzane: tagliatele a rondelle…ponetele in uno scolapasta…a mo’ di cerchio e mettete del sale ad ogni strato…(questo fa si che le melanzane perdano l’acqua e che quindi non esca quando sono nel forno)

Sbattete due uova (anche qui…due uova per una melanzana…quindi poi regolatevi :-p)

Preparate un piatto con delle farina…

Attenzione: girate il sugo….assaggiate e chiudete quando il sugo è cotto!

A questo punto munitevi di uno strofinaccio da cucina, e asciugate ogni fetta di melanzana…assorbendo l’acqua con molta cura.

Mettete in una padella abbondante olio di semi di girasole (vi consiglio questo…ma va bene un qualsiasi altro olio di semi per friggere).

Passate la fetta di melanzana nella farina e poi nell’uovo e quindi nell’olio bollente friggete. Mettete le melanzane a colare su un piatto con carta da cucina assorbente…fate degli strati e poi rimettete la carta assorbente….è necessario che l’olio in eccesso venga colato ben bene.

Quando avete finito di cuocere le melanzane…..prendete un recipiente da forno….quello che vi piace si più….non ha importanza la forma…io ho preso, per esempio, quello più piccolo che avevo per evitare di mangiarmi una quantità eccessiva di parmigiana :)))

Prima versate un po di sugo nel tegame e poi iniziate a mettere le melanzane, quindi il sugo e del formaggio grattuggiato…proseguite con questa successione, facendo degli strati….mi raccomando!quando mettete le melanzane per lo strato successivo premetele un po in modo che aderiscano…

Mettete in forno, ovviamente pre-riscaldato e fate cuocere!Cuocete per 15/20 minuti. Dopodichè togliete dal forno e aspettate che il sugo si ritiri…che vuol dire? che il sugo si deve raffreddare, rapprendere ed aderire bene agli strati di melanzana…cosi quando tagliate la fetta non ci sarà quella odiosa “acquetta”che uscirà dai vari strati.

Ecco la mia….prima della cottura e dopo:

Cazzari

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Credo che prima o poi tutti noi inciampiamo nei cazzari…chi sono?
Dicesi cazzaro: colui o colei il quale racconta una serie infinita d bugie su ogni tipo di argomento..che sia la sfera privata, quella lavorativa, l’esercizio di una qualsiasi attività che svolge nel tempo libero.
Ci sono poi i cazzari professionisti che sono perfettamente capaci di inventare balle anche su argomenti d cultura generale, ma qui ci atteniamo al cazzaro standard..
Trovo interessante condividere qui la mia esperienza personale di cazzaro perché ritengo possa tornare utile anche a te che leggi…Ricorda: i cazzari sono ovunque ed e sempre meglio salutarli per tempo,prima che comincino ad essere nocivi..
Personalmente trovo che non ci sia nulla d male a dare una ritoccatina alla propria esistenza, soprattutto se si vuole conquistare un uomo o una donna…Il problema inizia nel momento in cui le bugie o cazzamenterie come le chiamo io,provocano sofferenza e, peggio ancora, nascondono una profonda mancanza di rispetto!
Dire che si è fatti imprese inenarrabili a lavoro…ma sì…un po di colore..non fa male dai…dire che si va ad un concerto con degli amici in un dato posto quando questo concerto e previsto per la settimana successiva….mmmm…li è un problema…soprattutto se il giorno dopo si dice che il concerto(finto)è stato annullato per pioggia…
Oltre a non considerare che si possa dare una controllatina su Internet, il cazzaro si spinge oltre…ed è questo che lo contraddistingue…inventa un’altra storia per ricolorare la prima..
Mi domando: è necessario dire che la domenica mattina presto si scarichino ringhiere con un amico o che si vada a pesca pur destando la pesca per concludere che si e’ dormito tutto il giorno in macchina? Non e’ mille volte più facile dire la verità ? Sorvolo sulla cazzamenteria di far ammalare parenti vari perché la ritengo veramente esecrabile,sopratutto se la si racconta a chi ha un malato vero e serio accanto…
Aggiungo che non esiste cura per i cazzari, ma solo un educato…e mi raccomando: educato!!..mavatteneaffanculo e assicurarsi che non ci siano ostacoli verso la porta d’ uscita del vostro cuore e della vostra esistenza!!
Senza spiegare…e’ del tutto inutile sareste investiti di una serie a catena d balle…
Credo ora che i cazzari le bugie più che dirle al prossimo le dicano prima a se stessi e perché mai togliergli il piacere di dirsele DA SOLI!!

La verità resterà sempre la chiave di Vita migliore al mondo, perché solo la verità ci rende LIBERI!

IL COMPLEANNO

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tra un’ora è il mio compleanno…..da quando ne ho coscienza ho sempre adorato questo giorno…stonato tutta la mia famiglia con estenuanti conti alla rovescia a partire da dicembre….Ho sempre aspettato gli auguri…fatto festa….trascorso questa giornata tanto intensamente  da  custodirne il ricordo….

E..li ricordo tutti!!!Ricordo persino quando passavano in momenti tristi…ricordo quando andai a roma da sola e stetti tutta la giornata da sola…era un momento tanto difficile per me e festeggiai con me stessa perchè avevo bisogno di volermi bene…

Ricordo quando festeggiai in un locale latino americano a Skopje con dei perfetti sconosciuti…quando la mattina arrivai in ufficio Lazo mi prese in braccio e mi sollevò fino al soffiitto…mi ricordo che cenai sola con alette di pollo e patatine fritte….mia nonna mi telefonò alle 7 di mattina e mi disse: “sono la prima vera?ma questo numero di che paese è?” io: “nonna sono in macedonia…” lei: “dove???” io: ” dall’altra parte del mare” e lei si rassicurò che non ero lontana….

Ricordo il tiramisu con scritto “pucia” con le fettine di kiwi….la meraviglia nello scartare i regali…

Ricordo il mio fratellOOOOne che alle 0:00 mi fa gli auguri sempre SEMPRE per essere il primo…!!

Il compleanno è un giorno speciale…il giorno in cui Dio ci ha messo al mondo..in cui ci ha Amato ancora di più perchè Lui lo sa quanto è difficile a volte Vivere…

Non ho mai capito quelle persone che dicono “io non festeggio, del compleanno non mi importa niente” ma come????Il giorno in cui hai aperto gli occhi sulla terra non ti interessa???Solo a voler ringraziare Dio del Dono della Vita….OK OK, non ringrazi Dio…ma almeno tua madre?tuo padre?che siano vivi che siano morti…la Vita ti è stata Donata il giorno in cui sei venuta al mondo e quindi va festeggiata a dovere….quand’anche fosse un panino con la porchetta seduti sul ciglio di un marciapiede…

Molti hanno timore del tempo che passa e mano a mano che gli anni passano diradano i festeggiamenti…beh io non ho timore del tempo che passa…anzi trovo che sia bello voltarsi per un attimo indietro e vedere la strada fatta…gioire dei momenti belli e ricordare quelli brutti come prove…

E tra poco meno di un’ora ringrazierò e come sempre aspetterò gli auguri delle persone che mi vogliono bene…da 34 anni sono stati sempre lì presenti…a fare a gara…mancherà qualcuno ma so che dal cielo me li fanno….

Quando sarà passato domani…tornerò al “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” ma per domani…domani ricevo…:)))

quel “Je ne sais quoi”

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Je ne sais quoi è un’ espressione francese che potrebbe tradursi con “non so che”. Implica qualcosa di speciale per cui non ci sono parole. E’ quella qualità sfuggente e affascinante che non riesci mai a definire appieno. A cosa si riduce questa qualità? A una donna che si sente a suo agio nei proprio panni e che non può essere spinta a disprezzarsi.

Non è una questione di aspetto fisico; ci sono donne bellissime che vengono scaricate di continuo. Non è una questione di intelligenza. Donne di ogni genere, da quelle brillanti a quelle con il quoziente intellettivo di un vegetale, ce la fanno tutti i giorni. E’ una questione di mistero, bisogna imparare a creare l’intigro.

Quando smussate gli angoli, la relazione smette di ardere.

Per esempio, l’uomo dice: “Forse ho bisogno di un po’ di tempo per pensare”. La brava ragazza risponde: “Per favore, non mi lasciare”. NON la stronza. Lei si offre di aiutarlo a fare le valigie. Perché? (scegliete la risposta A, B, C)

A. è una tipa servizievole

B. Lui non è capace di fare le valigie

C. Lei si vuole bene

Aiutino: la risposta giusta è la C. Perchè si vuole bene, la stronza non vuole stare con un uomo che non la desidera. Non si butta ai suoi piedi per implorare perdono. Rimane tagliente.

La sua aura dice che non lo desidera con tanta disperazione, non ne ha così bisogno, non gli ha permesse di insinuarsi troppo in profondità sotto la pelle. E’ lei che guida il treno. Senza sforzo. Ed è questa estrema tranquillità che si traduce in charme.

Je ne sais quoi è un atteggiamento sexy e strafottente. Non solo la stronza non ha più bisogno di lui, ma non è neppure concentrata su di lui.

Ricordatevi che non è una questione di uomini. E’  la VOSTRA VITA…ed è troppo preziosa per sprecarla. Fate le cose quando vi conviene, soprattutto quando riguardano le relazioni o le scelte, e chi lasciate entrare “dentro”. L’investimento frutterà un profitto molto maggiore… soprattutto in termini di dignità.

Stronza (s.f): una donna che non sbatte la testa contro il muro perchè è ossessionata dall’opinione di chicchessia, un uomo o chiunque altro nella sua vita. Capisce che chi non l’approva è solo una persona con le proprie opinioni; pertanto, non ha alcuna importanza. Non cerca di adeguarsi agli standard di nessun altro, solo ai propri. Per questa ragione, si relazione con gli uomini in modo diverso.

Signora Totalmente Realizzata, Orgogliosa, Non Zerbino, Autonoma.