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Dopo un po’…

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Dopo un po’ impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un’anim…a. E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto non con il dolore di un bambino. Ed impari a costruire tutte le strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani. Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo. Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori. E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero. E impari e impari e impari. Con ogni addio impari.

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Come si potrebbe parlare dell’oceano a una rana rinchiusa in un pozzo?

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E’ necessario scoprire la Verità chiedendosi CON CORAGGIO dove si trovi. Si tratta di un processo di revisione che va svolto senza rifiuti, in cui si mette in dubbio tutto quello che abbiamo ereditato e che ci hanno inculcato, anno dopo anno, senza il nostro permesso.

Come si può parlare dell’oceano a una rana rinchiusa in un pozzo? Non è possibile predicare una religione a quanti sono oppressi o tenuti in schiavitù, poichè, così facendo, si otterrà il loro indottrinamento. Devi entrare passo dopo passo, nel regno della coscienza. Non sei come le pecore che non si prefiggono un progetto di vita: devi lottare per vivere l’esistenza con creatività, mettendo in dubbio ogni dottrina o concetto imposto. RICORDATI che Gesù ha cominciato la sua opera LIBERANDO e CONFERENDO DIGNITà ALL’UOMO.

E’ facile lasciarsi indottrinare accettando senza vagliarle idee che non sono nostre. Per rendersene conto, basta osservare chi si uccide per delle idee, come se racchiudessero la vita stessa. Basta vedere che, quando contraddici la loro dottrina, ti uccidono. Ciò si verifica nelle PERSONE INSICURE, che si sentono indotte ad aggrapparsi a dei valori che esse stesse hanno reso “sacri” e che difendono senza più vagliarli.

Basterebbe che ascoltassero, dialogassero e provassero a capire gli altri; a quel punto il loro indottrinamento potrebbe venire meno ed esse sarebbero in grado di giungere nel deserto dove, scevre da idee e da forme di attaccamento DIO LE ATTENDE quando non nutrono alcun legame.

ASCOLTARE è LA COSA PIù DIFFICILE CHE CI SIA. Per ascoltare veramente le due parti coinvolte nel dialogo devono essere aperte, prive di pregiudizi e capaci di lasciare da parte i ricordi, in modo da essere completamente disposte a comprendere. Il vero dialogo presuppone un enorme coraggio nel porsi di fronte all’altro interamente nudi e senza meccanismi di difesa. Questo crea umiltà e una totale semplicità. Costa, ma è l’unica strada verso la pace. Ciò non significa farsi dominare o essere deboli, perchè occore molto più coraggio per fare questo che per andare in giro sparando o lanciando bombe.

L’indottrinamento ha luogo unicamente con l’emozione dettata dalla superbia, dall’orgoglio e dalla paura che qualcuno attacchi le idee cui ti aggrappi. 

Grazie alla teoria della relatività, Einstein è riuscito a provare che non sempre la distanza più breve fra due punti è la linea retta e che, in certi casi, la curva può avvicinare quei punti.

Gli scienziati hanno il vantaggio di poter dimostrare certe cose, mentre gli illuminati possono soltanto viverle. Tuttavia le teorie non curano e la Fede sì. Entrambe possono essere giuste o sbagliate. L’importante è guardare non il dito, ma ciò che esso indica per scoprire la Verità. In questo ci è di grande aiuto la Bibbia che ci rivela i dati e gli atteggiamenti che ci avvicinano alla Verità.

A Beethoven chiesero quale fosse il significato dell’Ottava Sinfonia e il grande musicista rispose: ” Se potessi esprimere ciò che significa a parole, non avrei bisogno di esprimerlo con la musica”.

Solo le persone sensibili sono in grado di trarre piacere dalla bellezza e solo chi ha il senso dell’umorismo può comprendere l’apparente assurdità dell’esistenza.

Proprio perchè abbiamo la parola di Dio e associamo a questo vocabolo le idee con cui ci hanno programmato, siamo incapaci di scoprirlo nella vita di tutti i giorni, nell’esistenza quotidiana e nelle persone che ci passano accanto.

Chi ama la bellezza è capace di captare Dio, perchè ama la vita e le persone per quello che sono. Solo l’Amore è chiaroveggente.

Quando non hai bisogno di aggrapparti alle parole della Bibbia, significa che per te essa si trasformerà in qualcosa di molto bello che rivela l’esistenza e il suo messaggio.

Quando l’occhio non si blocca, il risultato è la vista; quando l’udito non si blocca, il risultato è la capacità di ascoltare; quando la mente non si blocca, il risultato è la Verità. E quando il cuore non si blocca, esiste l’amore; e quando non c’è attaccamento, nella persona esiste la felicità.

Le parole e i concetti discorcono la realtà: la realtà va vissuta per essere compresa a partire dall’esperienza.

Se qualcosa ci impedisce di comprendere e fare nostro il messaggio di Gesù, è per via della nostra cecità davanti alla realtà e della nostra ansia di cambiare la vita conducendola a nostro piacimento. Nostro Padre non è solamente il Creatore, ma anche il Signore della Vita, e solo a Lui compete comprendere e dirigere il proprio destino.

Noi cerchiamo di cambiare le cose invece di cambiare la nostra visione ACCENTRATRICE. E’ positivo che, attraverso l’esempio, propugniamo intorno a noi un atteggiamento più umano davanti alle ingiustizie sociali e in difesa della natura; prima, però, dovremmo rispettare il corso della vita e senza interferire nell’azione salvifica di Dio. Ricordate che Gesù non ha gradito che Pietro abbia cercato di mutare i suoi disegni.

Oggi nell’omelia il frate ha detto una frase che mi ha fatto sentire benebene…la voglio aggiungere a queste riflessioni…” Dio è sempre, a prescindere, dalla nostra parte“.

Le vere vittime del freddo…

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…sono i senza tetto, tutti quelli che chiamiamo Barboni….La vera tragedia di questo freddo polare è la quotidiana notizia di un decesso di una di queste persone che vive per strada.

Sono invisibili per molti…anche se gli passiamo accanto…per loro sono state aperte le stazioni, le associazioni di volontariato raccolgono coperte per loro…Mi ricordo di averne visto un nutrito numero dentro la stazione Termini…

Non c’è molto da dire che non siano parole già sentite…forse più che dire bisognerebbe riflettere che per loro il freddo è una vera e propria tragedia…Noi in fondo possiamo accendere i termosifoni di casa, mettere un maglione in più…loro devono aspettare che la Provvidenza diventi coperta o pasto caldo.

Dunque è a loro che oggi va il mio pensiero e la mia preghiera.

ri…cominciare, ri…tornare

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Ho deciso che è venuto il tempo per Ri..Prendere a scrivere il mio blog…

Giorni fa sentivo alla radio una canzone…ascolto molto la radio, adoro la radio e ultimamente preferisco di gran lunga il radiogiornale, sintentico ed essenziale, piuttosto che il telegiornale in cui la notizia viene servita tutta bella farcita di idiozie immagini rubate al pudore umano…vabbè, comunque…il testo di questa canzone recita: “non si può tornare se non si è partiti”, più o meno, forse non sono le parole esatte, ma nella mia testa e nel mio cuore sono rimaste così..

Negli ultimi tempi ho Ri..Cominciato e sono Ri..tornata…questo da logica vuol dire che ho terminato un percorso per iniziarne uno nuovo e sono partita e tornata…

Mi piace questo di me, che ho questa dote da camaleonte nell’adattarmi velocemente ai cambiamenti e nel trarre della linfa vitale…la vità è un cambiamento di per se stessa, non è mai uguale a se stessa, cresciamo mutiamo e con noi anche l’ambiente che ci circonda anche se ci sembra impercettibile…quando noi cresciamo con noi cambiano le nostre abitudini, ma cosa più importante cambia il nostro modo di affrontare la giornata, i modi di gestire gli affetti il nostro modo di vedere il futuro.

Ogni esperienza umana, dalla più banale, alla più profonda ci svela qualche parte del nostro carattere, qualche limite, difetto e qualche pregio…

Iniziare una nuova esperienza lavorativa è stato faticoso…all’inizio mi sembra di RI…cominciare da zero…poi mi sono detta: “eh no..qui non devi cominciare, ma devi RIcominciare…”…un nuovo inizio vuol dire che tutto quello che c’è stato finora fa parte di te, ti serve per esperienza e soprattutto ha fatto sì che tu diventassi la persona che sei…tolto questo errore di pensiero…non si è tolta la difficoltà di inserirsi in un nuovo ambiente, chiuso per definizione…si è aperto un po alla volta, solo quando io sono rimasta umile abbastanza da far abbassare i muri quel tanto per farmi entrare…

Un errore che vedo continuamente nelle persone che cambiano ambiente di lavoro, piuttosto che città, è quello di aspettarsi che l’altro ci accolga a prescindere e senza riserve, solo perchè noi fisicamente siamo là…questo potrebbe essere “giusto” da un punto di vista cristiano che fa dell’accoglienza un punto cardine, ma è raro trovare il principio veramente e sinceramente applicato nella vita reale. Ci sono una molteplicità di meccanismi che scattano quando una persona entra in un ambiente già formato, con i suoi equilibri già stabiliti..il “trucco”forse è nell’essere umili…nell’aspettare pazientemente che gli altri ci considerino per quello che siamo..e nell’attesa che noi continuiamo ad essere autentici e genuini…

Ho imparato nel corso della mia vita (anche se con sta frasetta sembro un po Matusalemme)che se per farci accettare da altri si cambia il proprio essere mostrandosi che ne so super simpatici, super disponibili tutti super…beh si falsano i rapporti perchè gli altri non entrano in contatto con quello che tu sei realmente, ma con una maschera appositamente indossata per farsi accettare…poi questa maschera inevitabilmente cadrà e allora i rapporti subiranno bruschi arresti.

Partire non è mai stato per nulla difficile per me…adoro partire..adoro viaggiare e adoro immergermi in altre culture…questa volta il partire è stato dettato dal nuovo inizio lavorativo per cui sono partita sotto una veste particolare…

Avevo ben calcolato le difficoltà che avrei potuto incontrare..la solitudine che avrei potuto attraversare…beh….tutti questi calcoli si sono rivelati essere poca cosa in confronto alla realtà…la mia umiltà mi ha fatto da guida come sempre…ho assaporato l’aridità umana nella sua pienezza, la solitudine…pur contornata da mille persone mi sono sentita disperatamente sola…si..disperatamente, perchè in certe giornate avevo quasi perso di vista la speranza…tanta invidia, tanto male diffuso e gratuito..tanta competizione anche per le piccolezze…poi..poi il Buon Dio, ha iniziato a seminare sulla mia strada dei suoi Figli…pochissimi..ma buonissimi :)) Mi sono trovata in alcuni momenti in cui pensavo…esiste il male eccome esiste e come fa a manifestarsi?attraverso tutte queste persone…ho pensato per lungi periodi che fossi io la causa…

Non mi sono fatta “contagiare”..mi sono ricordata di un insegnamento di Dio…che io parafraso..candidi come le colombe furbi come i serpenti…quindi sono migliorata nella furbizia..poi un giorno cosi…prima di pranzo mi ha folgorato un pensiero…il seguente:

“Dio alla fine della vita mi chiederà: quando Amore hai donato?”…non mi chiederà, quanto sia stato difficile, quanto non mi è stato donato, quanta cattiveria ti circondata…e soprattutto non vorrà sentire giustificazioni per non averlo donato…vorrà semplicemente che io risponda a quella domanda…e sarà quello il metro del suo giudizio…

Dopo quel pensiero…mi è sembrato tutto più luminoso, tutto meno tenebroso…

Ora che sono RI..tornata…dopo un tentativo sciocco di gettare tutto il “brutto” e tenere solo i bei ricordi…ho messo insieme tutto e lo tengo come parte di me..ancora una volta la Fede mi ha sorretta..L’Amore di Dio, mi ha coccolata e mi ha protetta… il sorriso dei bambini mi ha ricordato che non sono mai sola e che nessuno di noi lo è MAI…che ri..cominciare, ri..tornare è necessario perchè il nostro Amore venga donato a piene mani a chi è accanto a noi.

E se Dio fosse stressato?

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Se rivolgendoci a Dio Lui ci dicesse: “no senti sono stressato in questo periodo…non mi interessa perchè hai bisogno di me, la prossima volta non ti preoccupare ci sarò, ma per un mese o due, no…spero che capisci”, come rimarremmo?

MALE…molto male…! Eppure a me è capitato sentirmi dire queste parole..insieme ad altre, da una persona che ha consacrato la sua Vita a Dio, quindi un testimone dell’Amore di Dio..dell’accoglienza di ogni singola creatura, dell’infinita pazienza e amorevole cura del Padre Celeste.

All’inizio sono rimasta male…addolorata…ho anche pianto…sono tanti anni, ma veramente tanti che cerco di seguire il Signore..dico “cerco” perchè non sempre è facile…ho sempre avuto un profondo rispetto per la vita consacrata…ho vissuto un anno nel Sacro Convento di San Francesco per l’anno di volontariato quando avevo 21 anni…un’età non facile….conosco bene l’ambiente, le dinamiche…per 12 anni ho frequentato quei posti, pensandoli come casa…ho lasciato un anno l’università per capirmi e cercare di comprendere cosa Dio voleva da me…chi era Dio…(domandine da niente 😛 )

Sono estremamente grata a Dio per il Dono di quegli anni e anche per tutte le persone che mi ha messo sul cammino…

Questa però…dello stress non me l’aspettavo…sisi, l’umanità…la fragilità dell’essere umano…magari veramente è stressata sta persona…probabilmente il fatto di non aspettarsi quella porta chiusa cosi in faccia, è la ragione della mia delusione.

Dio ne avrebbe ben donde di essere stressato…gli uomini e le donne che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, chi lavora 12 ore per tirare su la famiglia, le vittime dei conflitti, chi cerca di salvare vite umane…insomma…!!

Il vero problema secondo me sta nel limite umano…sicuramente ognuno di noi, ha dei limiti che siamo laici, suore, frati, sacerdoti…i limiti fanno parte della natura umana allo stesso modo dei pregi…quello che mi lascia molto perplessa è il sapere che come me altre persone hanno avuto simili risposte…risposte un po buttate lì, nel tentativo di far fronte ad un impegno che probabilmente non si è in grado di gestire..

Sono sempre stata quella che trovava una giustificazione, che cercava di mostrare agli altri uno strumento di comprensione per coloro che scelgono la vita consacrata…adesso che la porta l’hanno sbattuta in faccia a me…capisco come si sono sentite quelle persone..

Sicuramente non c’è da giustificare una mancanza di sensibilità, di accoglienza, ma questa mancanza risiede nel limite umano della persona, nella scelta cosciente che l’individuo fa, ogni giorno peraltro, di aprire o chiudere la porta per proprio cuore.

La mia delusione resta.

Una volta un frate mi disse che ogni mattina passava davanti ad un’edicola…e il giornalaio imprecava contro di lui…poi mi chiese: “secondo te di chi è il problema? mio che ricevo insulti oppure della persona che me li dice?”  Io domandai al frate se avesse mai fatto qualche cosa al giornalaio per scatenare la sua ira.

Il frate mi rispose che lui semplicemente passava e diceva “Buongiorno!”…e continuò: “il problema è del giornalaio che ha cosi tanto rancore nel cuore che non lo sa contenere e lo riversa verso una persona gentile che augura buongiorno…io prendo le brutte parole e le offro a Dio affinchè riesca Lui ad attraversare il cuore del giornalaio e donargli pace”…

Sono cresciuta con tanti di questi piccoli insegnamenti e resteranno sempre con me..malgrado la porta chiusa in faccia.

Come si fa a capire se la sceltà è giusta?

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Come si fa a capire se la scelta è giusta?

DomandoOOOOne!!!

Non so se esiste una risposta giusta, corretta….forse ognuno poi si da la risposta che vuole…il tempo forse…ma sul momento l’unico consigliere che abbiamo è il nostro cuore…

é na parola! Come si fa ad ascoltare il proprio cuore? ci vuole tanto silenzio e soprattutto tanta educazione al suo ascolto…il cuore è un organo strano…un muscolo perfetto, ma tanto tanto complicato…orienta le passioni, i desideri, i sorrisi, ma anche i dispiaceri ed ogni ferita inferta al cuore resta per sempre indelebile….si, si fascia ma resta…e quando si deve prendere una decisione importante ogni ferita seppure piccola è lì a parlare, a ricordare che lei c’è per un motivo…

Sicuramente poi c’è la mente che lavora e lavora…ma è il cuore che suggerisce… è necessario saperlo ascoltare…privare la nostra mente del potere di farci vedere una realtà che non c’è o che vorremmo, ma che non è…e questo è possibile solo con il silenzio, con l’ascolto e con la fiducia che Qualcuno parli al nostro cuore.

Ieri parlavo con mio caro amico, mi ha chiesto: “sei serena in questi giorni?” e io ho risp: “non tanto”…e lui mi ha suggerito che la risposta alle mie domande era tutta nella mia affermazione…

é importante essere sereni…ma attenzione: la serenità non dipende dalle cose esteriori..da una persona, più persone, dal lavoro, dalla salute…la serenità dipende da noi stessi…dalla capacità che abbiamo di tenere l’equilibrio nel cammino della vita…di restare con i piedi ben saldi a terra e riuscire a guardare il cielo anche se ci sono le nuvole…

Prendere decisioni, compiere scelte quando non si è in equilibrio è pericoloso, perchè vuol dire che una delle forze che ci fa stare mal sicuri spinge dentro di noi affinchè assecondiamo la sua inclinazione…

Sempre il mio amico Guido, mi ha poi suggerito…”fai quello che ti senti di fare”…ecco SENTIRE….dentro di noi c’è sempre quella vocina (che viene dal cuore) che ci sussurra la scelta….poi noi non la sentiamo, facciamo finta di non sentirla…la ignoriamo perchè ci dice cose troppo faticose da fare….

Ascoltare anche le ferite che ci sono…è importante, perchè loro non sono lì per ricordarci lo sbaglio in sè..ma per esserci d’aiuto per non commettere gli stessi errori all over again!

Ci sono alcune decisioni che però dobbiamo prendere subito, magari legate al lavoro, altre che possono essere rimandate…allora io ho deciso di seguire la vocina del mio cuore e di accettare il consiglio di Guido: “dai tempo al tempo” e congelo la mia decisione. Poi co sto caldo un congelamento ci sta bene hihihihihihihi 😀

Nel frattempo continuo ad avere fiducia che il sole rispunterà dalle nuvole…:)

IL COMPLEANNO

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tra un’ora è il mio compleanno…..da quando ne ho coscienza ho sempre adorato questo giorno…stonato tutta la mia famiglia con estenuanti conti alla rovescia a partire da dicembre….Ho sempre aspettato gli auguri…fatto festa….trascorso questa giornata tanto intensamente  da  custodirne il ricordo….

E..li ricordo tutti!!!Ricordo persino quando passavano in momenti tristi…ricordo quando andai a roma da sola e stetti tutta la giornata da sola…era un momento tanto difficile per me e festeggiai con me stessa perchè avevo bisogno di volermi bene…

Ricordo quando festeggiai in un locale latino americano a Skopje con dei perfetti sconosciuti…quando la mattina arrivai in ufficio Lazo mi prese in braccio e mi sollevò fino al soffiitto…mi ricordo che cenai sola con alette di pollo e patatine fritte….mia nonna mi telefonò alle 7 di mattina e mi disse: “sono la prima vera?ma questo numero di che paese è?” io: “nonna sono in macedonia…” lei: “dove???” io: ” dall’altra parte del mare” e lei si rassicurò che non ero lontana….

Ricordo il tiramisu con scritto “pucia” con le fettine di kiwi….la meraviglia nello scartare i regali…

Ricordo il mio fratellOOOOne che alle 0:00 mi fa gli auguri sempre SEMPRE per essere il primo…!!

Il compleanno è un giorno speciale…il giorno in cui Dio ci ha messo al mondo..in cui ci ha Amato ancora di più perchè Lui lo sa quanto è difficile a volte Vivere…

Non ho mai capito quelle persone che dicono “io non festeggio, del compleanno non mi importa niente” ma come????Il giorno in cui hai aperto gli occhi sulla terra non ti interessa???Solo a voler ringraziare Dio del Dono della Vita….OK OK, non ringrazi Dio…ma almeno tua madre?tuo padre?che siano vivi che siano morti…la Vita ti è stata Donata il giorno in cui sei venuta al mondo e quindi va festeggiata a dovere….quand’anche fosse un panino con la porchetta seduti sul ciglio di un marciapiede…

Molti hanno timore del tempo che passa e mano a mano che gli anni passano diradano i festeggiamenti…beh io non ho timore del tempo che passa…anzi trovo che sia bello voltarsi per un attimo indietro e vedere la strada fatta…gioire dei momenti belli e ricordare quelli brutti come prove…

E tra poco meno di un’ora ringrazierò e come sempre aspetterò gli auguri delle persone che mi vogliono bene…da 34 anni sono stati sempre lì presenti…a fare a gara…mancherà qualcuno ma so che dal cielo me li fanno….

Quando sarà passato domani…tornerò al “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” ma per domani…domani ricevo…:)))