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di chi è la Vita?

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L’altro giorno mi sono posta questo interrogativo: “di chi è la Vita?”…

Con una mia amica sono andata a trovare una donna che ha portato alla luce, una nuova vita…meraviglioso?MMMMMMM non lo so se è così meraviglioso…La nuova Vita è stata creata attraverso l’inseminazione artificiale, in una clinica estera ed il seme del donatore è stato scelto su un “book”….io sono stata scettica nel proferire commenti finchè non ho visto quella giovanissima Vita…un bambino…senza dentini, con le manine piccolepiccole, con gli occhioni chiari, con pochi pochi capelli, con quell’odore di bimbo, misto di cremina e talco…lui che nulla ha chiesto e nulla sa…e se ne sta nel suo seggiolino a guardare tutti con gli occhioni sbarrati…mentre sua madre racconta, credendo probabilmente di essere spiritosa, di come esce di rado, perchè è sola, mentre chiede ad un’amica se è meglio chiamare il fruttivendolo per farsi portare la frutta a casa o mandare lei…

Non mi sono mai intristita guardando una nuova Vita…quella piccola creaturina indifesa mi ha fatto stringere il cuore, mi sono sentita investita da un’onda di tristezza e di rabbia e di tenerezza…tenerezza per il bambino, rabbia per l’egoismo di quella donna…

Non è mia intenzione fare un simposio sulla procreazione artificiale, se sia opportuno o no, quello che mi è venuto subito in mente guardando l’innocenza di quel bambino è stato: cosa gli dirà a proposito di suo padre? E senza una figura maschile nella propria vita, come crescerà? La madre si è preoccupata del LICEO dove lo iscriverà…

Un conto è avere problemi nel restare incinta e ricorrere a metodi non naturali, ma forzare la Vita in questa maniera, per chi è giusto?Per l’egoismo della madre…Non venite a dirmi che è giusto per la nuova Vita, perchè come tutti i bambini, non chiedono di venire al Mondo!

Per me che sono cristiana, la Vita e la Morte sono nelle mani di Dio, Lui sa…Lui conosce.

Ci sono tante tantissime persone che non credono in Dio, ma si chiedono per quale motivo mettono al mondo un bambino così? Ed è questo essere madre? Mettere al mondo una creatura sforzandosi che sia “normale” farlo crescere da solo, senza un padre, rabbattando l’idea di famiglia che alla fine non esiste.

Anche io che non ho figli, sento quell’istinto materno che fa parte della mia natura di donna, ma ho sempre creduto che per essere MADRE non fosse essenziale generare una creatura, si può essere madre, pur non avendo figli propri, si può essere madre anche in un gesto verso un bimbo sconosciuto incontrato all’incrocio di una strada, a cui si offre da mangiare piuttosto che dargli i soldi che andranno nelle tasche del suo sfruttatore. Si può essere madre compiendo gesti che proteggono i piccoli, nel lavoro, nel volontariato. Si può essere madri percorrendo un po’ di strada cn una bambina che ha perso la fiducia, indicandole la Via.

Invece l’altro giorno ho visto e sentito come si può essere madre nel peggiore dei modi: decidendo che si DEVE procreare, andando in un paese straniero, restare incinta di un personaggio scelto su un book, come se si scegliesse un surgelato alla bo-frost e condannandolo a vivere senza una famiglia…tutto ciò perchè si è deciso che a 40 anni è il tempo massimo per procreare e chisenefrega se non si ha un compagno, un Amore, tanto c’è la tecnologia che viene in soccorso..ed il bisogno è appagato.

 

E se Dio fosse stressato?

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Se rivolgendoci a Dio Lui ci dicesse: “no senti sono stressato in questo periodo…non mi interessa perchè hai bisogno di me, la prossima volta non ti preoccupare ci sarò, ma per un mese o due, no…spero che capisci”, come rimarremmo?

MALE…molto male…! Eppure a me è capitato sentirmi dire queste parole..insieme ad altre, da una persona che ha consacrato la sua Vita a Dio, quindi un testimone dell’Amore di Dio..dell’accoglienza di ogni singola creatura, dell’infinita pazienza e amorevole cura del Padre Celeste.

All’inizio sono rimasta male…addolorata…ho anche pianto…sono tanti anni, ma veramente tanti che cerco di seguire il Signore..dico “cerco” perchè non sempre è facile…ho sempre avuto un profondo rispetto per la vita consacrata…ho vissuto un anno nel Sacro Convento di San Francesco per l’anno di volontariato quando avevo 21 anni…un’età non facile….conosco bene l’ambiente, le dinamiche…per 12 anni ho frequentato quei posti, pensandoli come casa…ho lasciato un anno l’università per capirmi e cercare di comprendere cosa Dio voleva da me…chi era Dio…(domandine da niente 😛 )

Sono estremamente grata a Dio per il Dono di quegli anni e anche per tutte le persone che mi ha messo sul cammino…

Questa però…dello stress non me l’aspettavo…sisi, l’umanità…la fragilità dell’essere umano…magari veramente è stressata sta persona…probabilmente il fatto di non aspettarsi quella porta chiusa cosi in faccia, è la ragione della mia delusione.

Dio ne avrebbe ben donde di essere stressato…gli uomini e le donne che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, chi lavora 12 ore per tirare su la famiglia, le vittime dei conflitti, chi cerca di salvare vite umane…insomma…!!

Il vero problema secondo me sta nel limite umano…sicuramente ognuno di noi, ha dei limiti che siamo laici, suore, frati, sacerdoti…i limiti fanno parte della natura umana allo stesso modo dei pregi…quello che mi lascia molto perplessa è il sapere che come me altre persone hanno avuto simili risposte…risposte un po buttate lì, nel tentativo di far fronte ad un impegno che probabilmente non si è in grado di gestire..

Sono sempre stata quella che trovava una giustificazione, che cercava di mostrare agli altri uno strumento di comprensione per coloro che scelgono la vita consacrata…adesso che la porta l’hanno sbattuta in faccia a me…capisco come si sono sentite quelle persone..

Sicuramente non c’è da giustificare una mancanza di sensibilità, di accoglienza, ma questa mancanza risiede nel limite umano della persona, nella scelta cosciente che l’individuo fa, ogni giorno peraltro, di aprire o chiudere la porta per proprio cuore.

La mia delusione resta.

Una volta un frate mi disse che ogni mattina passava davanti ad un’edicola…e il giornalaio imprecava contro di lui…poi mi chiese: “secondo te di chi è il problema? mio che ricevo insulti oppure della persona che me li dice?”  Io domandai al frate se avesse mai fatto qualche cosa al giornalaio per scatenare la sua ira.

Il frate mi rispose che lui semplicemente passava e diceva “Buongiorno!”…e continuò: “il problema è del giornalaio che ha cosi tanto rancore nel cuore che non lo sa contenere e lo riversa verso una persona gentile che augura buongiorno…io prendo le brutte parole e le offro a Dio affinchè riesca Lui ad attraversare il cuore del giornalaio e donargli pace”…

Sono cresciuta con tanti di questi piccoli insegnamenti e resteranno sempre con me..malgrado la porta chiusa in faccia.

Sposato o no, solo l’egoista fallisce la sua vita

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Sul tuo cammino, non hai mai incontrato l’ “anima gemella”.

Chi sei tu?

Per i tuoi genitori, se vivi con loro, un bambino “hai chiuso bene la porta?”. “Non hai ancora spento la luce”. “C’è posta per te: una lettera di…” “Non pettinarti a quel modo!”.

Per gli altri, una “zitella”: “è un vero peccato, non ha trovato ad accasarsi”.

Per te, troppo spesso, una fallita.

Tu non sei un “mancato” perché, tu celibe, devi realizzare la tua unione e la tua fecondità ai livelli superiori. Tu sei chiamato ad un equilibrio e ad un compito più difficile, ma più profondo e più fecondo.

La propria vocazione è sempre, per ognuno di noi, la migliore e la più bella.

E’ STERILE, SOLO CHI VIVE SENZA AMORE. L’AMORE E’ SEMPRE PORTATORE E CREATORE DI VITA.

NON HA IMPORTANZA LO STATO IN CUI TI TROVI. AMA E DONERAI LA VITA.

Non sei stato tu a scegliere la tua solitudine, sono state le circostanze ad importela. Fintanto che la subirai, tu non la vivrai. Se vuoi conoscere la gioia della donazione e della fecondità, è necessario che tu la accetti aderendovi liberamente.

Ciò che da lungo tempo ti fa soffrire, è l’incertezza in cui ti trovi a riguardo della tua vocazione. Debbo ancora sognare un focolare? Debbo pensare a tutta la mia vita in funzione del celibato?

Non c’è vita che sia definita in partenza, i talenti di ciascuno, gli avvenimenti permessi da Dio orientano le esistenze.

E’ nella notte che dobbiamo decifrare le lettere d’amore del Signore. Chi è più duro legge più sveltamente, chi è più distaccato commette il minor numero di errori nell’interpretare il testo e nell’applicarlo.

Vivi nel presente, sii disponibile.

Non è detto che due giovani che reciprocamente si piacciono, debbano necessariamente sposarsi. L’affetto sensibile, è un segno che preso isolatamente non è affatto determinante.

Non è detto che perché tu desideri ardentemente di sposarti, che tu necessariamente debba sposarti; l’attrattiva non è, tra gli altri, che uno degli elementi che si accompagna alla vocazione di ciascuno. Diffida dalla tua immaginazione. In sogno, è facile mettere su famiglia; in sogno nulla di più facile che educare i figli.

Tolte alcune apparenze rassicuranti, nessun uomo conosce la sua vera fecondità.

Donna non sposata, il Signore ha bisogno di te, donna disponibile, per essere madre dell’umano in un Mondo non umano.

In mezzo agli smarrimenti che accompagnano ogni esistenza, lasciati guidare dallo Spirito:

Se tu sai riconoscere la tua debolezza,

rimanere vigilante e povera,

rispondere ai Suoi inviti,

attraverso gli avvenimenti, Egli ti indicherà la strada.

Dopo un lungo cammino. Fermati. Guarda la strada. Allora comprenderai perchè Dio lo aveva riservato in modo speciale a te e con semplicità gli dirai GRAZIE.

Non è molto ragionevole…

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Quando qualcuno sta ritto davanti al sole, nessuno può scorgere i tratti del suo viso, ma soltanto una forma scura, alonata di luce. Così, se vi guardate l’un l’altr al solo lume della vostra sensibilità, non cogliete di voi che un’ombra vaga, ma dorata.

Non è molto ragionevole.

Se un bello sconosciuto batte molto forte alla porta del vostro cuore, e voi gli dite: entra da me!senza preoccuparvi…di uscir di casa e di far conoscenza.

Non è molto ragionevole.

Se lui è un principe e lei una pastora, e voi dite: fra innamorati non sussiste nessuna differenza, solo i pregiudizi ergono barriere davanti a loro.

Non è molto ragionevole.

Se impiegate tutti i vostri minuti e le vostre ore a dirvi: ti amo, e a scoprire il gusto delle vostre bocche, non restandovi più tempo da spendere per dirvi chi siete, che cosa fate e quali strade avete in mente da prendere.

Non è molto ragionevole.

Se voi pesate, misurate, calcolate già quello che vi date l’un l’altro, e se facendo i vostri conti litigate perchè pensate che non sono giusti, che uno dà di meno e l’altro di più.

Non è molto ragionevole.

Se l’uno e l’altro vi truccate, vi coprite di maschere per rappresentare, con lo scopo di piacere di più, i personaggi che amate.

Non è molto ragionevole.

Se le vostre idee, le vostre convinzioni divergono in tutto, e l’uno e l’altro pensate: lo convincerò, lo convertirò.

Non è molto ragionevole.

Se dite: sperimentiamo l’armonia dei nostri corpi, verifichiamo se sono adatti al piacere, dimenticando che i vostri corpi sono intercambiabili e che possono fornire questo piacere d’occasione senza offrire amore.

Non è molto ragionevole.

Se i vostri genitori e tutti i vostri amici vi dicono: pensiamo che non è la strada giusta, e voi, gridando: che importa, ci amiamo!abbandonate le loro mani e partite da soli rompendo i ponti.

Non è molto ragionevole.