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Gesù pensaci tu

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Quando ho qualche pensiero o non sto bene, qualche situazione che mi turba..rileggo sempre sempre questo:

perchè vi confondete agitandovi? Lasciate a Me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico, in verità che ogni atto di vero, cieco e completo abbandono in me produce l’effetto che desiderate e risolve situazioni più spinose. Abbandonarsi a Me non significa non arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a Me una preghiera agitata perchè Io segua voi e cambiare così l’agitazione in preghiera.

Abbandonarsi, significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a Me, perchè Io solo vi faccia trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all’altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge. Quante cose Io opero quando l’anima, nelle sue necessità spirituali e in quelle materiali, si volge a Me, mi guarda e, dicendomi ” PENSACI TU” chiude gli occhi e riposa!

Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia Grazia; chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare; chiudete gli occhi e non pensate al momento presente; stornate il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in Me credendo alla mia bontà e vi giuro, per il mio Amore che, dicendomi con queste disposizioni “PENSACI TU”, Io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero e vi conduco.

E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi. Io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, poichè non c’è medicina più potente di un mio intervento d’Amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare e vi abbandonate così alle forze umane, o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute.

Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane. Confidate perciò in Me solo, riposate in Me, abbandonatevi a Me in tutto.

Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di arricchirti, di amarti come voglio. Lasciati andare, lasciami riposare in te, lasciami sfogare su di te continuamente la mia Onnipotenza. Se tu rimarrai vicino a Me non ti preoccuperai di fare per conto tuo, di correre per uscire, per dire di aver fatto; mi dimostrerai che credi nella mia Onnipotenza e Io lavorerò intensamente con te quando parlerai, andrai, starai in preghiera o dormirai, perchè “ai miei diletti do il necessario anche nel sonno” (Salmo 126). Se starai con Me senza voler correre nè preoccuparti di cosa alcuna per te ma la rimetterai con totale fiducia a Me, Io ti darò tutto quello che ti necessità secondo il mio disegno eterno.

Quello che tu farai per riuscire è tutto fumo in confronto a quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano. (Gv 15,7)

Le vere vittime del freddo…

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…sono i senza tetto, tutti quelli che chiamiamo Barboni….La vera tragedia di questo freddo polare è la quotidiana notizia di un decesso di una di queste persone che vive per strada.

Sono invisibili per molti…anche se gli passiamo accanto…per loro sono state aperte le stazioni, le associazioni di volontariato raccolgono coperte per loro…Mi ricordo di averne visto un nutrito numero dentro la stazione Termini…

Non c’è molto da dire che non siano parole già sentite…forse più che dire bisognerebbe riflettere che per loro il freddo è una vera e propria tragedia…Noi in fondo possiamo accendere i termosifoni di casa, mettere un maglione in più…loro devono aspettare che la Provvidenza diventi coperta o pasto caldo.

Dunque è a loro che oggi va il mio pensiero e la mia preghiera.

ri…cominciare, ri…tornare

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Ho deciso che è venuto il tempo per Ri..Prendere a scrivere il mio blog…

Giorni fa sentivo alla radio una canzone…ascolto molto la radio, adoro la radio e ultimamente preferisco di gran lunga il radiogiornale, sintentico ed essenziale, piuttosto che il telegiornale in cui la notizia viene servita tutta bella farcita di idiozie immagini rubate al pudore umano…vabbè, comunque…il testo di questa canzone recita: “non si può tornare se non si è partiti”, più o meno, forse non sono le parole esatte, ma nella mia testa e nel mio cuore sono rimaste così..

Negli ultimi tempi ho Ri..Cominciato e sono Ri..tornata…questo da logica vuol dire che ho terminato un percorso per iniziarne uno nuovo e sono partita e tornata…

Mi piace questo di me, che ho questa dote da camaleonte nell’adattarmi velocemente ai cambiamenti e nel trarre della linfa vitale…la vità è un cambiamento di per se stessa, non è mai uguale a se stessa, cresciamo mutiamo e con noi anche l’ambiente che ci circonda anche se ci sembra impercettibile…quando noi cresciamo con noi cambiano le nostre abitudini, ma cosa più importante cambia il nostro modo di affrontare la giornata, i modi di gestire gli affetti il nostro modo di vedere il futuro.

Ogni esperienza umana, dalla più banale, alla più profonda ci svela qualche parte del nostro carattere, qualche limite, difetto e qualche pregio…

Iniziare una nuova esperienza lavorativa è stato faticoso…all’inizio mi sembra di RI…cominciare da zero…poi mi sono detta: “eh no..qui non devi cominciare, ma devi RIcominciare…”…un nuovo inizio vuol dire che tutto quello che c’è stato finora fa parte di te, ti serve per esperienza e soprattutto ha fatto sì che tu diventassi la persona che sei…tolto questo errore di pensiero…non si è tolta la difficoltà di inserirsi in un nuovo ambiente, chiuso per definizione…si è aperto un po alla volta, solo quando io sono rimasta umile abbastanza da far abbassare i muri quel tanto per farmi entrare…

Un errore che vedo continuamente nelle persone che cambiano ambiente di lavoro, piuttosto che città, è quello di aspettarsi che l’altro ci accolga a prescindere e senza riserve, solo perchè noi fisicamente siamo là…questo potrebbe essere “giusto” da un punto di vista cristiano che fa dell’accoglienza un punto cardine, ma è raro trovare il principio veramente e sinceramente applicato nella vita reale. Ci sono una molteplicità di meccanismi che scattano quando una persona entra in un ambiente già formato, con i suoi equilibri già stabiliti..il “trucco”forse è nell’essere umili…nell’aspettare pazientemente che gli altri ci considerino per quello che siamo..e nell’attesa che noi continuiamo ad essere autentici e genuini…

Ho imparato nel corso della mia vita (anche se con sta frasetta sembro un po Matusalemme)che se per farci accettare da altri si cambia il proprio essere mostrandosi che ne so super simpatici, super disponibili tutti super…beh si falsano i rapporti perchè gli altri non entrano in contatto con quello che tu sei realmente, ma con una maschera appositamente indossata per farsi accettare…poi questa maschera inevitabilmente cadrà e allora i rapporti subiranno bruschi arresti.

Partire non è mai stato per nulla difficile per me…adoro partire..adoro viaggiare e adoro immergermi in altre culture…questa volta il partire è stato dettato dal nuovo inizio lavorativo per cui sono partita sotto una veste particolare…

Avevo ben calcolato le difficoltà che avrei potuto incontrare..la solitudine che avrei potuto attraversare…beh….tutti questi calcoli si sono rivelati essere poca cosa in confronto alla realtà…la mia umiltà mi ha fatto da guida come sempre…ho assaporato l’aridità umana nella sua pienezza, la solitudine…pur contornata da mille persone mi sono sentita disperatamente sola…si..disperatamente, perchè in certe giornate avevo quasi perso di vista la speranza…tanta invidia, tanto male diffuso e gratuito..tanta competizione anche per le piccolezze…poi..poi il Buon Dio, ha iniziato a seminare sulla mia strada dei suoi Figli…pochissimi..ma buonissimi :)) Mi sono trovata in alcuni momenti in cui pensavo…esiste il male eccome esiste e come fa a manifestarsi?attraverso tutte queste persone…ho pensato per lungi periodi che fossi io la causa…

Non mi sono fatta “contagiare”..mi sono ricordata di un insegnamento di Dio…che io parafraso..candidi come le colombe furbi come i serpenti…quindi sono migliorata nella furbizia..poi un giorno cosi…prima di pranzo mi ha folgorato un pensiero…il seguente:

“Dio alla fine della vita mi chiederà: quando Amore hai donato?”…non mi chiederà, quanto sia stato difficile, quanto non mi è stato donato, quanta cattiveria ti circondata…e soprattutto non vorrà sentire giustificazioni per non averlo donato…vorrà semplicemente che io risponda a quella domanda…e sarà quello il metro del suo giudizio…

Dopo quel pensiero…mi è sembrato tutto più luminoso, tutto meno tenebroso…

Ora che sono RI..tornata…dopo un tentativo sciocco di gettare tutto il “brutto” e tenere solo i bei ricordi…ho messo insieme tutto e lo tengo come parte di me..ancora una volta la Fede mi ha sorretta..L’Amore di Dio, mi ha coccolata e mi ha protetta… il sorriso dei bambini mi ha ricordato che non sono mai sola e che nessuno di noi lo è MAI…che ri..cominciare, ri..tornare è necessario perchè il nostro Amore venga donato a piene mani a chi è accanto a noi.

In una stanza…

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..c’erano quattro candele accese…: la prima si lamentava: “Io sono la pace. Ma gli uomini preferiscono la guerra: non mi resta che lasciarmi spegnere”. E così accadde. La seconda disse: “Io sono la fede. Ma gli uomini preferiscono le favole: non mi resta che lasciarmi spegnere”. E così accadde. La terza candela confessò: “Io sono l’amore. Ma gli uomini sono cattivi e incapaci di amare: non mi resta che lasciarmi spegnere”. All’improvviso nella stanza comparve un bambino che, piangendo, disse: “Ho paura del buio”. Allora la quarta candela disse: “Non piangere. Io resterò accesa e ti permetterò di riaccendere con la mia luce le altre candele: io sono la speranza”.»

 (parabola ebraica)

..però non trattenerti mai….

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Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

MADRE TERESA DI CALCUTTA

Sposato o no, solo l’egoista fallisce la sua vita

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Sul tuo cammino, non hai mai incontrato l’ “anima gemella”.

Chi sei tu?

Per i tuoi genitori, se vivi con loro, un bambino “hai chiuso bene la porta?”. “Non hai ancora spento la luce”. “C’è posta per te: una lettera di…” “Non pettinarti a quel modo!”.

Per gli altri, una “zitella”: “è un vero peccato, non ha trovato ad accasarsi”.

Per te, troppo spesso, una fallita.

Tu non sei un “mancato” perché, tu celibe, devi realizzare la tua unione e la tua fecondità ai livelli superiori. Tu sei chiamato ad un equilibrio e ad un compito più difficile, ma più profondo e più fecondo.

La propria vocazione è sempre, per ognuno di noi, la migliore e la più bella.

E’ STERILE, SOLO CHI VIVE SENZA AMORE. L’AMORE E’ SEMPRE PORTATORE E CREATORE DI VITA.

NON HA IMPORTANZA LO STATO IN CUI TI TROVI. AMA E DONERAI LA VITA.

Non sei stato tu a scegliere la tua solitudine, sono state le circostanze ad importela. Fintanto che la subirai, tu non la vivrai. Se vuoi conoscere la gioia della donazione e della fecondità, è necessario che tu la accetti aderendovi liberamente.

Ciò che da lungo tempo ti fa soffrire, è l’incertezza in cui ti trovi a riguardo della tua vocazione. Debbo ancora sognare un focolare? Debbo pensare a tutta la mia vita in funzione del celibato?

Non c’è vita che sia definita in partenza, i talenti di ciascuno, gli avvenimenti permessi da Dio orientano le esistenze.

E’ nella notte che dobbiamo decifrare le lettere d’amore del Signore. Chi è più duro legge più sveltamente, chi è più distaccato commette il minor numero di errori nell’interpretare il testo e nell’applicarlo.

Vivi nel presente, sii disponibile.

Non è detto che due giovani che reciprocamente si piacciono, debbano necessariamente sposarsi. L’affetto sensibile, è un segno che preso isolatamente non è affatto determinante.

Non è detto che perché tu desideri ardentemente di sposarti, che tu necessariamente debba sposarti; l’attrattiva non è, tra gli altri, che uno degli elementi che si accompagna alla vocazione di ciascuno. Diffida dalla tua immaginazione. In sogno, è facile mettere su famiglia; in sogno nulla di più facile che educare i figli.

Tolte alcune apparenze rassicuranti, nessun uomo conosce la sua vera fecondità.

Donna non sposata, il Signore ha bisogno di te, donna disponibile, per essere madre dell’umano in un Mondo non umano.

In mezzo agli smarrimenti che accompagnano ogni esistenza, lasciati guidare dallo Spirito:

Se tu sai riconoscere la tua debolezza,

rimanere vigilante e povera,

rispondere ai Suoi inviti,

attraverso gli avvenimenti, Egli ti indicherà la strada.

Dopo un lungo cammino. Fermati. Guarda la strada. Allora comprenderai perchè Dio lo aveva riservato in modo speciale a te e con semplicità gli dirai GRAZIE.

L’Amore

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Nessuno è creato dalla vita come sostegno per i vostri sogni, perché due occhi non sono fatti per guardare l’uno verso l’altro, ma entrambi verso la stessa direzione; diventando così ognuno luce per l’altro.

Crescete comprendendo questo, e troverete, assieme a ciò che cercavate, anche ciò che non cercavate.

Ma dopo questo, non dubitate più.

Se dubitate che sia Amore, infatti, già non è Amore.

E non calcolate. Se calcolate i vostri passi, infatti, già non è Amore.

Non appoggiatevi all’altro con tutto il vostro peso.

Ma posatevi come un raggio di Sole su una foglia. E come una foglia accogliete l’altro raggio di Sole.

Asciugate le vostre lacrime e senza timori concedete al vostro cuore questa luce e al vostro animo questo calore.

Ma state attenti agli incanti! Perché i raggi di Sole non sono il Sole.

Non riversate sull’altro tutta la vostra nostalgia di cielo: egli non è in grado di contenerlo, né mai voi potreste contenere il suo.

Non valutate l’altro per ciò che non potrebbe mai avere, o finirete per svalutare voi.

E tutto questo non è Amore.

Non precipitate l’uno dentro l’altro, ma tenendovi per mano camminate insieme.

Portate l’amato non al centro del vostro cuore, ma del suo, perché lì troverà anche il vostro, e insieme troverete il cuore al centro del cosmo.

Sarete sottoposti a molte prove, e spesso l’orgoglio vi chiederà di scegliere sé al posto dell’Amore.

Ma non ritiratevi da queste battaglie, perché altre non ve ne sono di più utili per voi.

Se vincerete, avrete vinto.

Se perderete combattendo e affilando il cuore, avrete vinto.

E quando il tempo vi avrà condotto fino a farvi decidere di fondere per sempre le vostre due vite, conoscerete quote più alte, ma anche la durezza di cadute mai pensate. E vedrete spesso andare in frantumi tutti i vostri sogni.

Ma sarà allora che potrete dischiudere davvero le vostre ali.

Non maledite gli eventi, perché siete voi che avete in mano il timone del vostro destino.

E non sarà rompendo questo vostro vaso e dicendo addio all’amato, che le vostre radici troveranno nuova forza.

Questa gabbia di creta è in realtà ciò che le salva dall’essiccare.

Siete voi che dite, quando non vi sentite amati: L’Amore è finito. Quella è invece la stagione in cui comincia. Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla anche controvento.

Siete voi che dite, quando finiscono le sensazioni: Ma io non amo più.

Non scambiate però l’Amore con le sue sole sensazioni. Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla talvolta anche a vele sgonfie, fino ad altre zone di Vento.

Pertanto siate fedeli, perché nell’infedeltà diventate doppi e quadrupli. E se vi è già difficile condurre una vita, come potreste condurne due o quattro?

Dividendo in due un germoglio non si hanno due vite, ma nessuna.

Pensando di incontrare nuove gioie incontrereste dolori maggiori di quelli cui voltate le spalle.

Perciò tornate a guardare verso chi vi aspetta, ma non per dirgli: Tu non mi ami. Bensì: Io non so amarti.

Questo è necessario per far scendere l’Amore sull’amato.

Alzate lo sguardo alle virtù dell’altro, perché avete passato il tempo senza conoscervi.

Ma se poteste entrare, e a volerlo potreste, nella mente di chi vi ha accompagnato, per sfogliare insieme il libro della vostra vita, scoprireste quanto siano belle in realtà tutte quelle pagine già scritte, e quanto saranno belle tutte quelle ancora bianche.

Ricordate che il vostro cuore nasconde un Vento inesauribile che saprebbe amare, oltre al vostro amato, anche oltre il vostro amato. E attraverso di lui amare anche tutto quanto il mondo.

Ergetevi come gabbiani in queste possibilità di volo assieme. Non fatevi orfani di gioie grandi e di dolori grandi, accontentandovi di rischiare solo in parte.

Ma alzate il capo e abbiate fiducia, poiché se di questo Amore amerete, sarete come due raggi che si incontrano al centro della ruota, ove poter cogliere assieme tutto il senso del ruotare della vita”.

Da “Il profeta del Vento” di Stefano Biavaschi