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Riflettere e decidere, per essere uomo

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Tu corri nella vita, ma la vita corre intorno a te e mai vi incontrate faccia a faccia. Siccome la vita è più forte di te, essa ti trascina e tu segui, subisci, senza alcuna reazione.

Spesso subisci  il tuo lavoro, i tuoi passatempi : “ci si deve pur distarre”; subisci  il tuo ambiente: è la consuetudine, tutti fanno così….

Ti subisci:

agisci per infuatuazione, la tua sensibilità ti spinge, una “idea fissa”…;

agisci per passione; la sensualità, l’orgoglio, la gelosia comandano…

Se la vita si impone a te senza che tu ti imponga ad essa, non sei un uomo adulto.

Spesso, quando non subisci la tua vita, tenti di sfuggirvi, sogni per evaderne, non accetti i tuoi propri limiti, non accetti le tue sconfitte (che sono i limiti che la vita ti impone), non accetti gli altri intorno a te.

Se non affronti la realtà, tu bari con essa o se ti sottrai ad essa invece di affrontarla e di servirtene, non sei un uomo adulto.

Se non sei capace di assumere la responsabilità di tutte le tue azioni, potrai essere fanciullo, mai un uomo adulto.

Sarai completamente adulto quando avrai deciso di fermarti con regolarità per guardare lealmente la tua vita, giudicarla, con gli occhi dello spirito e quindi decidere di viverla seguendo la tua volontà.

Il pittore smette di dipingere e si scosta dalla tela per contemplarla.

Cessa di agire e scostati per osservare la tua vita.

Introduci la riflessione e la decisione personale, là dove non c’è che reazione istintiva, sottomissione all’ambiente, rassegnazione…

E’ la moda!

Tutti lo fanno!

può darsi, ma giudica personalmente.

Trovi buono quel film perchè i critici lo hanno detto tale. Leggi quel libro perchè è premio letterario. Ascolti quella trasmissione, perchè piace a tutti.

Leggi delle “selezioni” perchè la scelta vi è già fatta…

fermati, giudica, e decidi da solo.

Il cibo ti giova, se lo mastichi. Puoi trarre profitto da tutta la tua vita, se la ripensi personalmente.

Più l ‘acqua scende lentamente nella caffettiera, migliore è il caffè.

Concediti il tempo per far passare la tua vita attraverso il filtro del tuo spirito e della tua coscienza, e la tua vita sarà riuscita.

E’ vivendo sempre più personalmente che diverrai sempre meno individuo e sempre più persona.

Se con la riflessione, la decisione e l’azione cosciente, tu ti eserciti progressivamente a non vivere più come un automa, non più istintivamente o sensibilmente, ma da uomo adulto, non ti fermare per strada, spingi fino all’estremo limite la tua espansione: il Padre ti chiama a vivere come figlio di Dio.

Tratto da : ” Riuscire” di Michel Quoist

L’inquietudine di Vivere

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Poco fa leggevo il saluto di un mio amico per una persona morta….che ha scelto di morire schiacciata dall’inquietudine di vivere, da quel tormento che scava profondo nel cuore.

Mi è capitato di conoscere delle persone che facevano fatica a vivere…ai tempi dell’università abitavo con altre 3 ragazze…una di queste, dall’aspetto magnifico, nascondeva un profondo disagio con se stessa, con il mondo, ma soprattutto con la Vita…l’ho recuperata quando scappò di casa…era seduta su una panchina di uno dei giardinetti della città, che fissava il vuoto…Non ho mai avuto la presunzione di guarirla…non ne ho nè le capacità psichiche nè professionali, l’ascoltavo, semplicemente…le tenevo compagnia quando fissava, seduta al bordo della vasca da bagno, quel rivolo d’acqua che faceva uscire dal rubinetto del lavandino…me ne stavo ore vicino a lei, prima che si addormentasse…quando i suoi genitori vennero a riprendersela, non dissi una parola…Mi chiedeva: “ne verrò fuori?guarirò” e io le rispondevo senza esitazione: “certo!passerà vedrai…ti voglio bene”….ritornavo nella mia camera pregando che quel suo dolore trovasse pace…ma non basta, purtroppo non basta…ci vuole un aiuto esperto…un professionista…l’affetto delle persone care non è sufficiente.

Lei ora sta meglio, ha ripreso gli studi dopo tanto tempo, ha ricominciato a vivere..

Ma sono tante le persone che invece non riescono a ritrovare la via..la smarriscono e nel tentativo di colmare un vuoto che ha assunto le dimensioni della voragine, si abbandonano alle droghe, a qualcosa che possa appagare un bisogno irrefrenabile.

Quello che sempre mi ha dato da pensare è la facilità con cui gli altri giudicano queste persone…”poverini”, “hanno tutto e si lamentano di niente”, “con la scusa della depressione”, “è matto/a”…

Diversi anni fa feci un periodo di stage in un posto chiamato il “villaggio del fanciullo”, io mi occupavo delle relazioni esterne e internazionali. Questo villaggio accoglieva, ed accoglie tutt’ora, bambini e anche adulti che hanno perso la strada, ma che vorrebbero tanto ritrovarla..persone cadute nel tunnel della droga, che cercano, giudati dalla Luce, di uscirne e ricominciare a Vivere…ci sono bambini abbandonati, donne, uomini resi schiavi dall’alcool, che cercano di togliersi quel terribile legaccio.

Il primo giorno che arrivai mi colpì quello che mi disse il Presidente, peraltro un sacerdote, a proposito del mio vivere lì….: “è tranquillo, vedrai imparerai tanto dal punto di vista umano, tranquilla, se ogni tanto senti i carabinieri…qualcuno scappa, ma poi torna…o ce lo riportano (sorriso). Ti chiedo solo una cortesia: non lasciare acetone per le unghie, alcool etilico o roba per pulire fuori dall’armadietto o dall’armadio, perchè alcuni di loro non sono ancora del tutto guariti e potrebbero berne!” Rimasi basita…e  pensai…accidenti ci si deve sentire davvero tanto male per bersi l’acetone…

Il tirocinio andò bene, imparai più dal punto di vista umano che professionale…assorbii parecchia caparbietà da quelle persone che avevano toccato il fondo, ma che volevano disperatamente tornare a vivere…mentre ero lì nacque anche un bambino di una ragazza seriopositva…fu una gioia per tutti, si festeggiò la nuova vita anche come nuova meta per tutti. Sempre ricordo quella ragazza che mi disse, ti posso abbracciare?ho l’AIDS ma non ti contagio….lo disse tutto d’un fiato che non ebbi neanche il tempo di dirle che sapevo come si contrae l’AIDS. Ci abbracciammo….Quella è una struttura specializzata, con professionisti che si occupano costantemente di loro…come ce ne sono diverse in Italia e nel mondo…ma alla base di tutto c’è sempre questa mancanza di Amore che vuole essere colmata..fosse anche dall’abbraccio di una perfetta sconosciuta.

Ci fu però un ragazzo che scappò e un altro che si tolse la vita…

Ho sempre avuto molto rispetto per tutti gli ospiti di quel villaggio, come di tutte le persone che hanno l'”inquietudine di vivere”, perchè è profondo il loro dolore, perchè nascondono una mancanza di amore verso se stessi molto grave.

Non sto qui a fare le eccezioni o generalizzazioni qualunquistiche…io ho incontrato persone così…

Ed oggi ripensavo a tutte queste persone…

Come si fa a capire se la sceltà è giusta?

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Come si fa a capire se la scelta è giusta?

DomandoOOOOne!!!

Non so se esiste una risposta giusta, corretta….forse ognuno poi si da la risposta che vuole…il tempo forse…ma sul momento l’unico consigliere che abbiamo è il nostro cuore…

é na parola! Come si fa ad ascoltare il proprio cuore? ci vuole tanto silenzio e soprattutto tanta educazione al suo ascolto…il cuore è un organo strano…un muscolo perfetto, ma tanto tanto complicato…orienta le passioni, i desideri, i sorrisi, ma anche i dispiaceri ed ogni ferita inferta al cuore resta per sempre indelebile….si, si fascia ma resta…e quando si deve prendere una decisione importante ogni ferita seppure piccola è lì a parlare, a ricordare che lei c’è per un motivo…

Sicuramente poi c’è la mente che lavora e lavora…ma è il cuore che suggerisce… è necessario saperlo ascoltare…privare la nostra mente del potere di farci vedere una realtà che non c’è o che vorremmo, ma che non è…e questo è possibile solo con il silenzio, con l’ascolto e con la fiducia che Qualcuno parli al nostro cuore.

Ieri parlavo con mio caro amico, mi ha chiesto: “sei serena in questi giorni?” e io ho risp: “non tanto”…e lui mi ha suggerito che la risposta alle mie domande era tutta nella mia affermazione…

é importante essere sereni…ma attenzione: la serenità non dipende dalle cose esteriori..da una persona, più persone, dal lavoro, dalla salute…la serenità dipende da noi stessi…dalla capacità che abbiamo di tenere l’equilibrio nel cammino della vita…di restare con i piedi ben saldi a terra e riuscire a guardare il cielo anche se ci sono le nuvole…

Prendere decisioni, compiere scelte quando non si è in equilibrio è pericoloso, perchè vuol dire che una delle forze che ci fa stare mal sicuri spinge dentro di noi affinchè assecondiamo la sua inclinazione…

Sempre il mio amico Guido, mi ha poi suggerito…”fai quello che ti senti di fare”…ecco SENTIRE….dentro di noi c’è sempre quella vocina (che viene dal cuore) che ci sussurra la scelta….poi noi non la sentiamo, facciamo finta di non sentirla…la ignoriamo perchè ci dice cose troppo faticose da fare….

Ascoltare anche le ferite che ci sono…è importante, perchè loro non sono lì per ricordarci lo sbaglio in sè..ma per esserci d’aiuto per non commettere gli stessi errori all over again!

Ci sono alcune decisioni che però dobbiamo prendere subito, magari legate al lavoro, altre che possono essere rimandate…allora io ho deciso di seguire la vocina del mio cuore e di accettare il consiglio di Guido: “dai tempo al tempo” e congelo la mia decisione. Poi co sto caldo un congelamento ci sta bene hihihihihihihi 😀

Nel frattempo continuo ad avere fiducia che il sole rispunterà dalle nuvole…:)

IL COMPLEANNO

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tra un’ora è il mio compleanno…..da quando ne ho coscienza ho sempre adorato questo giorno…stonato tutta la mia famiglia con estenuanti conti alla rovescia a partire da dicembre….Ho sempre aspettato gli auguri…fatto festa….trascorso questa giornata tanto intensamente  da  custodirne il ricordo….

E..li ricordo tutti!!!Ricordo persino quando passavano in momenti tristi…ricordo quando andai a roma da sola e stetti tutta la giornata da sola…era un momento tanto difficile per me e festeggiai con me stessa perchè avevo bisogno di volermi bene…

Ricordo quando festeggiai in un locale latino americano a Skopje con dei perfetti sconosciuti…quando la mattina arrivai in ufficio Lazo mi prese in braccio e mi sollevò fino al soffiitto…mi ricordo che cenai sola con alette di pollo e patatine fritte….mia nonna mi telefonò alle 7 di mattina e mi disse: “sono la prima vera?ma questo numero di che paese è?” io: “nonna sono in macedonia…” lei: “dove???” io: ” dall’altra parte del mare” e lei si rassicurò che non ero lontana….

Ricordo il tiramisu con scritto “pucia” con le fettine di kiwi….la meraviglia nello scartare i regali…

Ricordo il mio fratellOOOOne che alle 0:00 mi fa gli auguri sempre SEMPRE per essere il primo…!!

Il compleanno è un giorno speciale…il giorno in cui Dio ci ha messo al mondo..in cui ci ha Amato ancora di più perchè Lui lo sa quanto è difficile a volte Vivere…

Non ho mai capito quelle persone che dicono “io non festeggio, del compleanno non mi importa niente” ma come????Il giorno in cui hai aperto gli occhi sulla terra non ti interessa???Solo a voler ringraziare Dio del Dono della Vita….OK OK, non ringrazi Dio…ma almeno tua madre?tuo padre?che siano vivi che siano morti…la Vita ti è stata Donata il giorno in cui sei venuta al mondo e quindi va festeggiata a dovere….quand’anche fosse un panino con la porchetta seduti sul ciglio di un marciapiede…

Molti hanno timore del tempo che passa e mano a mano che gli anni passano diradano i festeggiamenti…beh io non ho timore del tempo che passa…anzi trovo che sia bello voltarsi per un attimo indietro e vedere la strada fatta…gioire dei momenti belli e ricordare quelli brutti come prove…

E tra poco meno di un’ora ringrazierò e come sempre aspetterò gli auguri delle persone che mi vogliono bene…da 34 anni sono stati sempre lì presenti…a fare a gara…mancherà qualcuno ma so che dal cielo me li fanno….

Quando sarà passato domani…tornerò al “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” ma per domani…domani ricevo…:)))

Sposato o no, solo l’egoista fallisce la sua vita

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Sul tuo cammino, non hai mai incontrato l’ “anima gemella”.

Chi sei tu?

Per i tuoi genitori, se vivi con loro, un bambino “hai chiuso bene la porta?”. “Non hai ancora spento la luce”. “C’è posta per te: una lettera di…” “Non pettinarti a quel modo!”.

Per gli altri, una “zitella”: “è un vero peccato, non ha trovato ad accasarsi”.

Per te, troppo spesso, una fallita.

Tu non sei un “mancato” perché, tu celibe, devi realizzare la tua unione e la tua fecondità ai livelli superiori. Tu sei chiamato ad un equilibrio e ad un compito più difficile, ma più profondo e più fecondo.

La propria vocazione è sempre, per ognuno di noi, la migliore e la più bella.

E’ STERILE, SOLO CHI VIVE SENZA AMORE. L’AMORE E’ SEMPRE PORTATORE E CREATORE DI VITA.

NON HA IMPORTANZA LO STATO IN CUI TI TROVI. AMA E DONERAI LA VITA.

Non sei stato tu a scegliere la tua solitudine, sono state le circostanze ad importela. Fintanto che la subirai, tu non la vivrai. Se vuoi conoscere la gioia della donazione e della fecondità, è necessario che tu la accetti aderendovi liberamente.

Ciò che da lungo tempo ti fa soffrire, è l’incertezza in cui ti trovi a riguardo della tua vocazione. Debbo ancora sognare un focolare? Debbo pensare a tutta la mia vita in funzione del celibato?

Non c’è vita che sia definita in partenza, i talenti di ciascuno, gli avvenimenti permessi da Dio orientano le esistenze.

E’ nella notte che dobbiamo decifrare le lettere d’amore del Signore. Chi è più duro legge più sveltamente, chi è più distaccato commette il minor numero di errori nell’interpretare il testo e nell’applicarlo.

Vivi nel presente, sii disponibile.

Non è detto che due giovani che reciprocamente si piacciono, debbano necessariamente sposarsi. L’affetto sensibile, è un segno che preso isolatamente non è affatto determinante.

Non è detto che perché tu desideri ardentemente di sposarti, che tu necessariamente debba sposarti; l’attrattiva non è, tra gli altri, che uno degli elementi che si accompagna alla vocazione di ciascuno. Diffida dalla tua immaginazione. In sogno, è facile mettere su famiglia; in sogno nulla di più facile che educare i figli.

Tolte alcune apparenze rassicuranti, nessun uomo conosce la sua vera fecondità.

Donna non sposata, il Signore ha bisogno di te, donna disponibile, per essere madre dell’umano in un Mondo non umano.

In mezzo agli smarrimenti che accompagnano ogni esistenza, lasciati guidare dallo Spirito:

Se tu sai riconoscere la tua debolezza,

rimanere vigilante e povera,

rispondere ai Suoi inviti,

attraverso gli avvenimenti, Egli ti indicherà la strada.

Dopo un lungo cammino. Fermati. Guarda la strada. Allora comprenderai perchè Dio lo aveva riservato in modo speciale a te e con semplicità gli dirai GRAZIE.

L’AtTiMo PrEsEnTe

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Perché attendere domani per vivere? Verrà il giorno, che per te, non avrà più domani e tu non avrai vissuto.

Ti aggrappi al passato, ti sembra importante perché lo hai vissuto, ma era ieri, e oggi non hai più alcun potere su di esso.

Il futuro ti seduce, perchè puoi, in sogno, modellarlo a tuo piacere, ma non esiste ancora e ti preoccupi per niente.

Il presente è tanto breve, che non gli attribuisci alcun valore, eppure esso soltanto è in tuo potere e la tua vita non è fatta – pezzo per pezzo – che degli attimi presenti.

Credi di vedere davanti a te la felicità, la gioia, l’amore, Dio. E’ un miraggio. Dimentichi – ed è dimenticanza tragica – che Dio è accanto a te, nel luogo preciso in cui ti trovi, nell’attimo che vivi, e che Egli tiene tutto, come un’offerta, tra le Sue mani. Non essere l’eterno pellegrino che lascia Dio sul ciglio della strada per inseguire un sogno.

L’uomo inquieto, trascina con sè il suo passato e tenta di afferrare insieme l’avvenire e il presente.

L’eccitato vuol vivere parecchi istanti alla volta, ma, mediocre giocoliere, li fallisce tutti e li rincorre uno per uno.

L’attimo presente è lieve, non ti schiaccia, è ristretto, non lascia posto all’inquietudine, passa rapidamente, non ti stanca, ha una “dimensione umana”, puoi dominarlo e portarlo, solo l’attimo presente è ed è esso che ti nutre; la sua profondità è sconfinata, ed è abitato dall’Amore.

Non rimpiangere il passato, non lasciarsi spaventare dall’avvenire per abbandono e fiducia in Dio, è amore.

L’attimo presente è il punto di inserimento di Dio nella tua vita e, attraverso di te, nella vita del Mondo. Ma Dio non passa senza il tuo libero consenso.

Dire sì all’invito di Dio, all’annuncio di ogni attimo, è per te essere presente totalmente.